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Quali criteri devo seguire per scegliere una lega?
Scegliere una lega per uso dentale non è sempre facile, anche a causa dell'elevata quantità disponibile sul mercato delle stesse.
Alcune volte viene scelta a causa della normativa vigente o attraverso accordi presi con le autorità sanitarie locali.
In linea di principio sono importanti alcuni altri parametri (Fig. 1)
Fig. 1 Riassunto dei criteri decisivi per la scelta di una lega
Nell'Unione Europea (UE) la direttiva 93/42 sui Dispositivi Medici dispone che il medico (dentista) si assuma la responsabilità per la prescrizione1. In odontoiatria ciò significa, per il dentista, l'ordinazione di una protesi dentale realizzata dall'odontotecnico.
L'odontoiatra si assume quindi la completa responsabilità nel momento in cui applica la protesi al paziente. Egli deve quindi essere sicuro che l'anamnesi e la diagnosi siano effettuate correttamente. Compito dell'odontoiatra è anche quello di accertare che la lega sia ben tollerata del paziente. In caso di allergie conosciute, queste devono essere comunicate all'odontotecnico, in modo che egli possa evitare di usare i componenti verso i quali il paziente è allergico.
Se il paziente, per esempio, è allergico al nichel, l'uso di una lega contenente tale elemento deve essere evitato. Ciò sembra facile alla prima impressione, basterebbe solo evitare leghe che contengono tale elemento. Tuttavia, anche alcuni saldami per leghe di CoCr contengono nichel, che viene rilasciato in uguale alta concentrazione². Pertanto è necessario che sia il dentista, sia l'odontotecnico siano informati riguardo possibili situazioni di ipersensibilità a tale elemento. In linea di principio, il dentista dovrebbe comunicare con l'odontotecnico riguardo quali siano i materiali usati dal tecnico, anche se è il dentista stesso che ha la responsabilità finale. Non ha nemmeno molto senso obbligare l'odontotecnico ad usare un materiale che a lui può risultare sconosciuto e pertanto non essere in grado di utilizzare correttamente.
Ulteriori criteri per il dentista sono l'estetica e il prezzo. Il dentista deve sempre valutare i criteri estetici rispetto ai criteri della funzionalità. L'estetica nella zona dei denti frontali ha sicuramente un valore più alto rispetto alla zona dei denti posteriori dove si sviluppano elevate forze masticatorie. Infine il prezzo del lavoro completo deve essere corretto, per permettere al paziente di poterlo pagare.
Per l'odontotecnico la facilità di lavorazione del materiale è il criterio più importante. Solo quando il materiale si lascia lavorare correttamente egli è in grado di consegnare un lavoro che corrisponde ai corretti criteri odontotecnici ed economici.
Pe esempio l'aggiunta di alluminio e berillio nella lega provoca nella stessa degli spessi strati di ossido durante la fusione, rendendo impossibile l'uso di moderne fonditrici ad induzione con questi tipi di leghe.
Gli strati di ossido menzionati impediscono di riconoscere l'esatto momento di colata della lega e sono causa di possibili problemi (fusioni mancate, lega surriscaldata...).
Per l'estetica sono molto vantaggiosi gli ossidi di colore chiaro, che non influenzano molto il colore della ceramica. Dopo la fusione, gli ossidi di colore scuro possono però essere vantaggiosi perchè permettono un migliore controllo visivo durante la rifinitura della struttura di metallo.
Piccole zone scure mostrano una insufficiente rimozione dello strato di ossido. In generale, uno strato d'ossido di colore chiaro è più vantaggioso.
Fig. 2 Il colore dell'ossido di Wiron light/BEGO dopo l'apertura del cilindro, paragonato a una comune lega di nichel cromo
Un importante parametro di una lega è la sua reperibilità. Per assicurare un'elevata qualità di lavorazione nel laboratorio, è necessario che la stessa lega sia sempre reperibile quando è necessario, poichè ogni lega ha le proprie particolarità durante la fusione o durante la lavorazione. Se la lega usata viene spesso cambiata (per esempio perchè un produttore di leghe offre un costo basso per un limitato periodo di tempo), delle piccole differenze nella composizione possono provocare una maggiore difficoltà di lavorazione. In tal caso si dovranno paragonare i maggiori costi di lavorazione al risparmio ottenuto sul costo del materiale, cosa che in generale non risulta conveniente.
Il costo dell'odontotecnico deve essere valutato in maniera diversa. Da un lato c'è il costo effettivo dei materiali usati. In rapporto al costo finale del lavoro, il costo della lega è, nella maggior parte dei casi, basso e risulta come una componente fissa (per esempio per le leghe preziose). Molto più importante per i costi di produzione è l'affidabilità del sistema completo. Se, per esempio, si produce una fusione mancante, rimane molto difficile trarre profitto dalla lavorazione. Ciò vale anche per delle proprietà sfavorevoli durante la lavorazione, oppure a causa di elevate quantità di resti di lega dopo la fusione, ecc.
Durante lo sviluppo di una lega vengono stabilite le sue proprietà meccaniche, chimiche e biologiche. La BEGO stabilisce, per esempio, i valori meccanici con tutte le proprie fonditrici, per riassumere possibili influenze di diversi sistemi di fusione (fiamma, induzione) e di colata (centrifuga, presso-fusione sotto vuoto). Anche i campioni saldati con saldame e con il laser sono sottoposti alla prova della resistenza alla trazione. Contemporaneamente si stabiliscono il coefficiente di dilatazione termica e la durezza.
Quando il giudizio dal punto di vista odontotecnico e le proprietà meccaniche sono definite come buone, viene, se necessario, provata la capacità di rivestimento con la ceramiche. Ciò avviene con diversi tests:
• Test di rottura: la ceramica cotta su una struttura di ponte viene colpita con un martello. Questo test soggetivo da una prima impressione riguardo l'adesione della ceramica con il metallo.
• Prova di flessione su 3 punti secondo Schwickerath (secondo le norme ISO 96933): il campione viene sottoposto a stress in condizioni specifiche fino alla ruttura o al distacco della ceramica.
• Test di stress termico: le corone rivestite di ceramica vengono riscaldate a temperature diverse e poi immediatamente immerse in acqua fredda. La quantità e l'estesione delle crepe è l'indice delle tensioni interne provocate dal test
• Test reale con ponti: dei ponti veri con geometrie diverse vengono ricoperti, da diversi odontotecnici, con numerose ceramiche reperibili sul mercato.
Tutti questi tests, insieme a un test pratico effettuato con la collaborazione di diversi laboratori odontotecnici commerciali, danno all'odontotecnico una grande sicurezza. Come tutti gli altri risultati, i valori trovati vengono, tra l'altro, comunicati e discussi con il servizio vendite commerciali e con la sezione tecnica responsabile del Service.
Se i requisiti meccanici e odontotecnici sono soddisfacenti, vengono controllate le proprietà
chimiche (corrosione e scolorazione). Per stabilire la quantità della corrosione (rilascio di ioni nel tempo), viene effetuato un test standard d'immersione secondo le norme ISO102714. I campioni vengono immersi in una soluzione corrosiva e dopo un tempo prestabilito si stabilisce la quantità di ioni presenti nella soluzione.
Il procedimento eseguito da BEGO differisce da quanto stabilito dalla normativa. I campioni sono più numerosi e più lunghi e vengono testi diverse condizioni della superficie (lucidata, solo sabbiata, come sono le pareti interne di una corona, dopo le cotture simulate della ceramica). Inoltre vengono testati diversi campioni di metallo rifuso diverse volte.
Un esempio è mostrato nella fig. 3 per Wirobond SG/BEGO, una lega di cobalto-cromo per ceramica. Anche in condizioni sfavorevoli, la lega mostra una elevata resistenza alla corrosione. Grazie alla minima quantità di ioni emessi, la possibilità di eventuali spiacevoli reazioni biologiche deve considerarsi molto bassa.
Scolorazioni sono molto difficili da riprodurre in laboratorio. È possibile immergere i campioni in soluzioni solfitiche e/o fluoridriche per osservare i possibili cambiamenti nel tempo. Sia il Wiron light che il Wirobond SG non mostrano alcuna reazione. Ciò è confermato anche dagli studi clinici.
Fig. Risultati del test di corrosione di Wirobond SG/BEGO. Viene mostrata la somma di ioni rilasciata in una settimana in dipendenza di diverse fasi di lavorazione. Viene dimostrata una elevata resistenza alla corrosione di questa lega di cobalto-cromo
Un'altro punto importante per la qualità di una lega dentale è la biocompatibilità, facendo distinzione tra le reazioni tossiche e quelle allergiche. Dopo una complessa ricerca letteraria, e al contrario di alcuni altri produttori di leghe, viene testata da in istituto esterno, sia la citotossicità (come misura per la potenzialità di una reazione tossica locale), sia il potenziale di sensibilizzazione (come misura per il rischio di reazioni allergiche.
I risultati vengono pubblicati sui cosiddetti Certificati di Biocompatibilità (www.bego.com).
Questi possono essere usati come mezzo pubblicitario dall'odontotecnico per il dentista, ma anche dal dentita per i pazienti per dare a loro un senso di sicurezza.
A causa delle diverse scuole di pensiero e pubblicazioni, i dati relativi alle leghe BEGO sono apertamente disponibili per chiunque ne facesse richiuesta. La complessità di tutto ciò giustifica l'eventuale occasionale caso di un prezzo elevato di queste leghe.
Oltre a ciò, anche il sistema di controllo della qualità ha la sua importanza. Nella Comunità Europea, per esempio, le direttive sui prodotti medici stabiliscono che devono essere conservati dei campioni di lega. Anche i controlli interni all'arrivo e all'uscita della merce sono importanti per realizzare materiali di alta qualità.
In caso di reclamo, il dentista e l'odontotecnico possono fare affidamento su questo sistema ed essere sicuri del completo appoggio da parte del produttore.
Un'azienda operante sul mercato da poco tempo non è in grado di offrire tutto ciò.
WATAHA ha pobblicato nel 2001 un articolo5 nel quale erano esposti i criteri importanti secondo i quali scegliere un produttore di leghe. Questi cinque criteri possono anche essere usati come una lista di controllo:
1. Azienda dentale con lunga esperienza sul mercato (più di 20 anni)
2. Azienda con proprio settore di sviluppo
3. Azienda che metta a disposizione i dati biologici
4. Azienda con Service proprio
5. Azienda che mette a disposizione le informazioni richieste
In chiusura si dovrebbero menzionare le norme, i marchi CE e i certificati. In questo campo regna in genere una non perfetta conoscenza. Le norme stabiliscono lo stato della tecnica. Non hanno il potere delle leggi, ma in caso di dubbio sono sempre il punto di riferimento. Sono norme che descrivono i sistemi (per esempio il controllo della qualità), i prodotti (per esempio le leghe, le ceramiche), gli apparecchi (per esempio i forni per ceramica), o i testi da effettuare.
Il marchio CE può essere assegnato solo da particolari istituti. Nel caso delle direttive sui prodotti medici, a fianco del marchio CE deve essere indicato un numero di quattro cifre. Questo numero è un codice che indica "l'ufficio emittente". Il numero 0197 indica che l'ufficio che ha rilascito il marchio è il TUV Rheinland/Germania. Questo istituto controlla, per esempio, che BEGO rispetti tutte le esigente legislative e normative delle direttive sui prodotti medici.
ISO 9001 un “obbligatorio”, descrive le esigenze di un sistema di controllo della qualità, no fa riferimento ad un prodotto specifico, è la richiesta minima nel mercato europeo per poter vendere prodotti medici
ISO 13845 un „sarebbe bene averlo“, in questo caso l'azienda può rilasciare lei stessa il marchio CE
CE 0197 un “obbligatorio”, senza il marchio CE con le quattro cifre non è possibile vendere prodotti medici (per esempio leghe dentali) nel Mercato Comune Europeo
Certificato di biocompatibilità: assolutamente non obbligatorio, un „sarebbe bene averlo“, dimostra che il produttore ha effettivamente misurato le proprietà biologiche dei sui prodotti, oltre che pubblicarle in uno studio letterario.
Alla fine si può concludere che la sicurezza delle leghe dentali richiede un procedimento molto complesso.
Bibliografia
1. Schorn GH. Medizinproduktegesetz: Gesetzestext mit amtlicher Begründungund einer Einführung von Gert H. Schorn. Stuttgart: Wissenschaftliche Verlagsgesellschaft mbH, 1994.
2. Buch D, Strietzel R. Korrosion von gelöteten Kobalt-Chrom-Legierungen. dent lab 1996;44:403 - 409.
3. DIN_EN_ISO_9693. Metall-Keramik-Systeme für zahnärztliche Restaurationen. Berlin: Beuth Verlag, 2001.
4. DIN_EN_ISO_10271. Dentale metallische Werkstoffe Korrosionsprüfverfahren. Berlin: Beuth Verlag, 2001.
5. Wataha J. Selecting a manufacturer for dental casting alloys. Can J Dent Technol 2001:60-61.















